Il fenomeno dei controlli effettuati dall’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale è familiare, almeno a livello astratto, a qualsiasi cittadino, essendo ben radicato nella coscienza pubblica e individuale l’imminenza di una verifica da parte dell’ANAF.
La necessità di rispettare le normative fiscali, in particolare quelle relative alla dichiarazione dei redditi e al pagamento delle relative tasse e imposte, assume un’importanza particolare, considerando le conseguenze finanziarie o addirittura penali che possono derivare dal mancato adempimento o dall’adempimento non conforme di tali obblighi.
Proprio per questo motivo è di fondamentale importanza che gli obblighi fiscali imposti ai contribuenti siano stabiliti da norme chiare e accessibili, che consentano loro di conoscere l’entità dei propri obblighi fiscali, in modo da poter adottare un comportamento preventivo. Questa regola, sebbene promettente a livello teorico, non si traduce automaticamente nella pratica a causa del fenomeno della sovra-regolamentazione presente in materia fiscale, aggravato da un linguaggio tecnico, difficile da comprendere per un non specialista.
Nel caso delle persone giuridiche, la legge prevede l’obbligo di organizzare e gestire la contabilità, un’attività che di solito viene svolta da un contabile, rendendo così più facile la comprensione e il rispetto delle disposizioni della legge fiscale. Al contrario, nel caso delle persone fisiche che non svolgono attività economiche sotto una specifica forma organizzativa, la legge non prevede l’obbligo di tenere la contabilità e, di conseguenza, le operazioni finanziarie intraprese spesso non si basano su una comprensione effettiva della normativa fiscale.
In questo contesto, dato anche il fatto che non si è ancora radicata tra i cittadini la pratica di consultare preventivamente uno specialista, spesso per i contribuenti risulta difficile anticipare le implicazioni fiscali di alcune transazioni percepite come banali, come:
Di conseguenza, il trattamento fiscale di alcune transazioni, che apparentemente godono di una chiara regolamentazione, può essere modificato durante un controllo effettuato dall’ANAF, poiché alle autorità fiscali viene riconosciuta la facoltà di riclassificare una transazione o un’attività. Questo potere, sancito dall’art. 11 par. (1) del Codice Fiscale, può portare a un cambiamento del regime fiscale dei redditi, il che può comportare la tassazione di redditi ritenuti non imponibili dai contribuenti o l’applicazione di un’aliquota fiscale diversa rispetto a quella inizialmente prevista.
Negli ultimi anni, il numero di controlli effettuati dall’ANAF è aumentato in modo esponenziale, un fenomeno determinato dalla necessità di aumentare le entrate per il bilancio statale. Sebbene inizialmente le attività di controllo riguardassero prevalentemente le persone giuridiche, successivamente si sono estese anche alle persone fisiche.
Ad esempio, di recente sono diventati sempre più frequenti i controlli effettuati su persone fisiche che negli anni precedenti hanno ottenuto redditi considerevoli dalla vendita ripetuta di vari beni tramite piattaforme online. In questi casi, l’ANAF tende a riclassificare i redditi così ottenuti come redditi da attività indipendenti, con la conseguente imposizione retroattiva dell’imposta sul reddito e dei contributi sociali dovuti.
A partire dal 1° luglio 2024, le conseguenze della riclassificazione dei redditi da fonti non identificate diventeranno ancora più severe, con l’aliquota fiscale che passerà dal 16% al 70%, come previsto dalla Legge n. 296/2023. L’ANAF ha chiarito che questa aliquota si applicherà a tutte le decisioni di imposizione emesse a partire da tale data, indipendentemente dal momento in cui sono stati effettivamente ottenuti i redditi.
Le decisioni di imposizione possono essere contestate entro 45 giorni dalla loro comunicazione. Tuttavia, l’introduzione del ricorso non sospende automaticamente l’esecuzione fiscale, pertanto è possibile richiedere la sospensione dell’atto in base all’art. 14 della Legge 554/2004 sul contenzioso amministrativo.
Il team Blaj Law assiste i contribuenti nella redazione di pareri durante i controlli fiscali, nella contestazione delle decisioni di imposizione e nella richiesta di sospensione degli atti amministrativi fiscali.

