Cos’è il contratto collettivo di lavoro in Romania?
Il contratto collettivo di lavoro è un accordo scritto tra il datore di lavoro o l’organizzazione datoriale, da un lato, e i dipendenti, rappresentati dai sindacati o in un altro modo previsto dalla legge, dall’altro lato. Secondo l’art. 229 comma (1) del Codice del Lavoro, questo contratto stabilisce le clausole relative alle condizioni di lavoro, alla retribuzione, nonché agli altri diritti e obblighi derivanti dai rapporti di lavoro.
Dalla definizione emerge che questo contratto ha una natura giuridica mista, poiché, da un lato, è un atto giuridico bilaterale che genera diritti e obblighi reciproci, con un carattere commutativo. Dall’altro lato, ha anche un carattere normativo, costituendo una fonte di diritto applicabile e opponibile anche ai dipendenti che non sono membri di un sindacato o che non sono rappresentati nelle negoziazioni e nella firma del contratto. Pertanto, il contratto collettivo di lavoro si applica a tutti i dipendenti dell’unità, indipendentemente dalla data di assunzione o dall’affiliazione a un’organizzazione sindacale.
Per quanto riguarda il contenuto dei contratti collettivi di lavoro in Romania, è necessario precisare che attraverso questi contratti possono essere stabiliti diritti e obblighi solo nei limiti e alle condizioni previste dalla legge. Sebbene l’art. 229 comma (3) del Codice del Lavoro preveda che nella negoziazione delle clausole e nella conclusione dei contratti collettivi di lavoro le parti siano uguali e libere, le disposizioni legali relative ai diritti dei lavoratori rappresentano uno standard minimo, pertanto non è consentito stabilire un livello di retribuzione inferiore a quello previsto dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro di livello superiore. In altre parole, i diritti conferiti dalla legge ai lavoratori non possono essere oggetto di negoziazione, il che significa che non si ha la possibilità di scegliere se offrirli o meno. La sanzione per la violazione di questa disposizione è la nullità. Pertanto, fino a quando il tribunale non accerterà la nullità delle clausole negoziate in violazione di queste disposizioni e la loro rinegoziazione, esse saranno sostituite dalle disposizioni legali più favorevoli esistenti nella legge o nel contratto collettivo di lavoro applicabile a livello superiore.
Per quanto riguarda la durata del contratto collettivo di lavoro in Romania, è necessario precisare che esso può essere stipulato per un periodo minimo di 12 mesi e massimo di 24 mesi, ad eccezione dei casi in cui il contratto viene concluso per la realizzazione di un’opera determinata.
Durante questo periodo, le clausole del contratto collettivo di lavoro possono essere rinegoziate o modificate in qualsiasi momento tramite un atto aggiuntivo, ogni volta che le parti legittimate a negoziare il contratto collettivo di lavoro lo ritengano opportuno.
Dopo la stipula del contratto collettivo di lavoro in Romania, esso deve essere registrato presso l’ispettorato territoriale del lavoro o, se del caso, presso il Ministero del Lavoro, affinché abbia forza vincolante per tutte le parti firmatarie e possa produrre effetti per tutti i dipendenti.
Il contratto collettivo di lavoro può cessare per accordo tra le parti, alla scadenza del termine o alla conclusione dell’opera per la quale è stato stipulato, alla data dello scioglimento o della liquidazione giudiziaria dell’unità o alla data in cui diventa definitiva la sentenza che ne accerta la nullità totale o parziale.
Obbligatorietà del contratto collettivo di lavoro 2025 in Romania
La Legge n. 367/2022 fornisce una visione dettagliata della negoziazione dei contratti collettivi di lavoro e delle regole che regolano questo processo fondamentale nei rapporti di lavoro.
L’art. 97 prevede l’obbligatorietà della negoziazione collettiva nelle unità con almeno 10 dipendenti/lavoratori, nonché a livello di settore di negoziazione collettiva. Per quanto riguarda l’iniziativa della negoziazione collettiva, essa può appartenere a qualsiasi partner sociale.
Se esiste un contratto collettivo di lavoro in vigore, l’iniziatore della negoziazione collettiva può avviare le trattative almeno 60 giorni di calendario prima della scadenza dei contratti collettivi di lavoro o del periodo di applicabilità delle clausole contenute negli atti aggiuntivi ad essi correlati, a livello di unità, gruppo di unità o settore di negoziazione collettiva. La negoziazione può durare al massimo 45 giorni. Questo periodo può essere esteso solo con l’accordo delle parti.
Infine, è necessario menzionare anche il fatto che il datore di lavoro ha l’obbligo di convocare, entro 15 giorni di calendario dall’avvio delle procedure di negoziazione, tutte le parti legittimate per avviare le trattative per il contratto collettivo di lavoro. Secondo l’art. 98 della Legge n. 367/2022, è sempre il datore di lavoro a dover organizzare la prima sessione di negoziazione.

